{"id":626,"date":"2017-05-17T15:51:25","date_gmt":"2017-05-17T14:51:25","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.angiodiagnostica.it\/wp2\/?page_id=626"},"modified":"2017-05-25T16:24:42","modified_gmt":"2017-05-25T15:24:42","slug":"piede-diabetico-approfondisci","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/lnx.angiodiagnostica.it\/wp2\/piede-diabetico-approfondisci\/","title":{"rendered":"Piede Diabetico \/ Approfondimento"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><span class=\"ff2 fs20\"><br \/>\n<\/span><span class=\"ff1 fs20\"><span class=\"cf3\"><b>PIEDE VASCOLARE<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Le caratteristiche istologiche della arteriopatia ostruttiva periferica (AOP) nei diabetici non differiscono sostanzialmente rispetto all&#8217;arteriopatia della popolazione non diabetica: placche di lipidi e altre sostanze restringono il lume del vaso. Sono molto diverse invece le caratteristiche cliniche: nei diabetici l&#8217;arteriopatia \u00e8 pi\u00f9 frequente, precoce, rapidamente progressiva, non risparmia le donne, anche in et\u00e0 fertile, colpisce ambedue le gambe e interessa prevalentemente le arterie sotto il ginocchio. Quest&#8217;ultima \u00e8 la caratteristica pi\u00f9 importante ai fini della cura: le arterie della gamba e del piede sono di calibro pi\u00f9 piccolo rispetto alle arterie della coscia, risulta quindi pi\u00f9 difficile intervenire terapeuticamente su di esse. Inoltre nei diabetici le arterie sono<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><span class=\"ff2 fs20\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-161 alignright\" src=\"http:\/\/lnx.angiodiagnostica.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/circolazione.jpg-300x234.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"234\" \/><span style=\"line-height: 1.5;\">molto spesso calcifiche, prevale la chiusura totale del vaso (occlusione) rispetto alla chiusura parziale, cio\u00e8 il restringimento (stenosi); occlusioni e stenosi sono spesso multiple nella stessa arteria. Una caratteristica tipica del diabetico \u00e8 spesso la mancanza del sintomo pi\u00f9 precoce dell&#8217;arteriopatia periferica: la &#8220;claudicatio&#8221;. La claudicatio \u00e8 il dolore che insorge al polpaccio o alla coscia dopo un certo numero di passi. Questo dolore dipende dal fatto che le arterie della gamba che ricevono meno sangue del necessario, perch\u00e9 stenotiche o occluse, non riescono ad aumentare il flusso sanguigno necessario durante lo sforzo del cammino. Il numero si passi che si possono fare senza che insorga il dolore \u00e8 estremamente variabile, pu\u00f2 ridursi a poche unit\u00e0 o superare le centinaia, e risulta strettamente legato alla gravit\u00e0 dell&#8217;arteriopatia. L&#8217;assenza di <\/span><em style=\"line-height: 1.5;\">claudicatio<\/em><span style=\"line-height: 1.5;\"> esiste nel diabetico per la concomitante presenza di neuropatia sensitiva: il dolore sar\u00e0 smorzato o addirittura assente e il paziente non si accorger\u00e0 di avere un&#8217;arteriopatia alle gambe. Questo significa che non sar\u00e0 cos\u00ec semplice una diagnosi precoce non invasiva, col rischio che il primo segno di un&#8217;arteriopatia periferica sia un&#8217;ulcera che non guarisce o nei casi pi\u00f9 gravi una gangrena.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><span class=\"ff2 fs20\"><br \/>\n<\/span><span class=\"ff1 fs20\"><span class=\"cf3\"><b>PIEDE NEUROPATICO<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">ll piede non \u00e8 solamente un organo deputato al movimento: \u00e8 un organo complesso che esplica la sua funzione fornendo informazioni al cervello sotto forma di sensazioni e ricevendo da questo ordini motori. Le informazioni sensitive ci avvertono della temperatura e delle asperit\u00e0 del terreno su cui camminiamo, della pressione esercitata sul piede e delle sollecitazioni che provocano dolore su di esso. La deambulazione \u00e8 la conseguenza di ordini provenienti dal cervello che provvede a muovere in sincronia i muscoli del piede che si contraggono o si rilasciano, in sinergia con tutti i muscoli del corpo, in funzione della necessit\u00e0 del passo o della postura. La conservazione della temperatura, della idratazione cutanea e del trofismo avviene tramite fibre nervose che non dipendono dalla volont\u00e0 ma che lavorano autonomamente, indipendentemente dalla coscienza. La neuropatia diabetica colpisce sia i nervi sensitivi (neuropatia sensitiva) sia i nervi motori (neuropatia motoria) sia i nervi vegetativi (neuropatia autonomica); il piede neuropatico pertanto \u00e8 un piede in cui la neuropatia diabetica ha modificato l&#8217;equilibrio muscolare, la percezione degli stimoli, l&#8217;autoregolazione vegetativa, cio\u00e8 tutte e tre le componenti nervose.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><span class=\"ff2 fs20\"><br \/>\n<\/span><span class=\"ff1 fs20\"><span class=\"cf3\"><b>IL PIEDE INFETTO<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">Una complicazione frequente e pericolosa di un&#8217;ulcera \u00e8 l&#8217;infezione. Un&#8217;ulcera infetta pu\u00f2 provocare fenomeni sistemici che possono mettere a repentaglio non solo il salvataggio d&#8217;arto ma la vita stessa del paziente. Il primo passo \u00e8 distinguere se un&#8217;ulcera infetta necessita di provvedimenti immediati al di l\u00e0 della medicazione o se \u00e8 sufficiente un intervento medicativo. Le infezioni compartimentali (ascesso) o le infezioni da anaerobi (gangrena gassosa) o da germi misti (cellulite o fascite necrotizzante) richiedono provvedimenti terapeutici generali e chirurgici, che se non intrapresi con urgenza possono avere conseguenze molto gravi per il paziente. L&#8217;infezione si instaura nella maggior parte dei casi su un&#8217;ulcera aperta da molto tempo e non adeguatamente curata. L&#8217;infezione spesse volte \u00e8 la causa che da sola determina la necessit\u00e0 di un&#8217;amputazione maggiore, effettuata a livello di gamba o coscia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><span class=\"ff2 fs20\"><br \/>\n<\/span><span class=\"ff1 fs20\"><span class=\"cf3\"><b>PREVENZIONE<\/b><\/span><\/span><b><span class=\"fs28 cf2 ff3\"> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #808080;\">In generale si pu\u00f2 affermare che la miglior difesa nei confronti di una malattia \u00e8 la conoscenza delle cause che possono determinarla; individuate tali cause \u00e8 possibile scegliere le terapie pi\u00f9 idonee a prevenirla. In presenza di neuropatia sensitiva si provveder\u00e0 a visionare con frequenza il piede, a valutare l&#8217;idoneit\u00e0 delle scarpe, la temperatura dell&#8217;acqua del pediluvio col gomito, a non camminare a piedi nudi sulla sabbia. Qui di seguito si riportano le regole fondamentali per la prevenzione:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\"><span class=\"ff0 fs20\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"cf1 fs24 ff3\"> \u00a0Ispezionare e lavare ogni giorno i piedi<br \/>\n<\/span><span class=\"fs20 cf0 ff0\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"fs24 cf1 ff3\"> \u00a0Controllare la temperatura dell&#8217;acqua col gomito o col termometro<br \/>\n<\/span><span class=\"fs20 cf0 ff0\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"fs24 cf1 ff3\"> \u00a0Asciugare bene ma delicatamente, eventualmente con phon<br \/>\n<\/span><span class=\"fs20 cf0 ff0\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"fs24 cf1 ff3\"> \u00a0Usare calze che non stringano e cambiarle ogni giorno<img decoding=\"async\" class=\" wp-image-163 alignright\" src=\"http:\/\/lnx.angiodiagnostica.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/diabete1-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"214\" \/><br \/>\n<\/span><span class=\"fs20 cf0 ff0\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"fs24 cf1 ff3\"> \u00a0Idratare il piede se secco con creme specifiche<br \/>\n<\/span><span class=\"fs20 cf0 ff0\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"fs24 cf1 ff3\"> \u00a0Non usare callifughi o strumenti taglienti per le callosit\u00e0<br \/>\n<\/span><span class=\"fs20 cf0 ff0\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"fs24 cf1 ff3\"> \u00a0Tagliare le unghie con forbice a punte smusse, arrotondare con lima di cartone<br \/>\n<\/span><span class=\"fs20 cf0 ff0\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"fs24 cf1 ff3\"> \u00a0Non camminare a piedi scalzi<br \/>\n<\/span><span class=\"fs20 cf0 ff0\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"fs24 cf1 ff3\">\u00a0 Non usare fonti di calore dirette<br \/>\n(borse d&#8217;acqua calda, calorifero, camino, etc)<br \/>\n<\/span><span class=\"fs20 cf0 ff0\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"fs24 cf1 ff3\"> \u00a0Usare scarpe comode con punta rotonda e tacco di non pi\u00f9 di\u00a04 cm<br \/>\n<\/span><span class=\"fs20 cf0 ff0\"><img decoding=\"async\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.angiodiagnostica.it\/images\/018.gif\" alt=\"\" \/><\/span><span class=\"fs24 cf1 ff3\"> \u00a0Quando si calzano scarpe nuove, controllare il piede dopo pochi minuti di cammino.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #808080;\">La presenza di iperpressione plantare prevede l&#8217;uso di plantari che permettano un riequilibrio dei picchi pressori e di scarpe predisposte a contenere insieme il piede e il plantare e contemporaneamente a difenderlo da frizioni e pressioni. Tali scarpe devono essere automodellanti o termoformabili; in modo da poter alloggiare eventuali deformit\u00e0 che, in una scarpa normale, potrebbero determinare la formazione di ulcere Tutto questo, dalla diagnosi all&#8217;istruzione alla prescrizione di apposita ortesi (scarpa + plantare) deve essere fatto negli ambulatori di diabetologia. Tutto questo deve essere fatto in tutti i soggetti diabetici, con una frequenza adatta alla stadio della malattia. Tutt&#8217;altro discorso \u00e8 la prevenzione secondaria, e cio\u00e8 la prevenzione di un&#8217;ulteriore ulcerazione in un soggetto che ha gi\u00e0 avuto un&#8217;ulcera. In questo caso \u00e8 stato dimostrato che sono necessarie scarpe a suola rigida (a barchetta) con plantari su misura. Se l&#8217;ulcera ha comportato un intervento di amputazione minore, \u00e8 spesse volte necessaria una scarpa su misura. In questi pazienti \u00e8 inoltre necessario un frequente controllo ambulatoriale, almeno ogni due mesi, presso un ambulatorio del piede diabetico.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #808080;\">E&#8217; nota da tempo l&#8217;associazione tra diabete mellito e lo sviluppo dell&#8217;Arteriopatia Ostruttiva Cronica Periferica (AOCP). Nei soggetti diabetici con arteriopatia occlusiva periferica e ulcerazione del piede la possibilit\u00e0 di rivascolarizzazione dell&#8217;arto ha migliorato la prognosi amputativa ed \u00e8 un obiettivo imprescindibile per la cura di questi soggetti. Numerosi studi hanno riportato una buona efficacia della PTA nel distretto iliaco-femoro-popliteo in diabetici con claudicatio o ischemia critica cos\u00ec come altri ne hanno valutato la fattibilit\u00e0 e l&#8217;efficacia nel distretto sottopopliteo e in diabetici con ulcera del piede. Tuttavia le caratteristiche della malattia occlusiva arteriosa periferica nei diabetici \u00e8 particolare: l&#8217;asse iliaco-femoro-popliteo \u00e8 spesso relativamente indenne, mentre l&#8217;asse sottopopliteo \u00e8 sede di una estesa malattia occlusiva spesso anche calcifica e con scarsi circoli collaterali. I vantaggi della PTA rispetto al by-pass distale sono allettanti: l&#8217;anestesia generale o spinale non \u00e8 necessaria, non vengono provocate ferite chirurgiche che devono comunque poi rimarginare, la degenza \u00e8 molto breve, i costi sono inferiori, le complicanze sono molto modeste. Essenziale nella scelta della priorit\u00e0 nella tecnica di rivascolarizzazione \u00e8 il rischio di mortalit\u00e0, che \u00e8 molto basso per la PTA.Riteniamo sulla base di tutte queste considerazioni che nei soggetti diabetici con AOCP e ulcera del piede la PTA sia da considerare come la procedura di rivascolarizzazione prioritaria e non una procedura da riservarsi a pazienti che non possono subire un intervento chirurgico. Riserviamo le procedure chirurgiche a un secondo step per i soggetti in cui la PTA non sia stata possibile. Il primo obiettivo di una rivascolarizzazione e&#8217;la cessazione del dolore e il salvataggio d&#8217;arto.<\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_text_separator title=&#8221;Trattamento Piede Diabetico con metodo Rigenera &#8220;][vc_images_carousel images=&#8221;737,738,739,740,741,742&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; autoplay=&#8221;yes&#8221; wrap=&#8221;yes&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_images_carousel images=&#8221;460,459&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; autoplay=&#8221;yes&#8221; wrap=&#8221;yes&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] PIEDE VASCOLARE Le caratteristiche istologiche della arteriopatia ostruttiva periferica (AOP) nei diabetici non differiscono sostanzialmente rispetto all&#8217;arteriopatia della popolazione non diabetica: placche di lipidi e altre sostanze restringono il lume del vaso. 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